lunedì 24 gennaio 2011

Rocca di Perti-Bric del Frate-Castrum Perticae e S. Antonino

Itinerari Escursionistici a Finale Ligure




Un lungo e vario itinerario ad anello, che unisce la salita alla Rocca di Perti a quella del Bric del Frate ed al Castrum Perticae; tra le palestre di  arrampicata e la storia dei Marchesi Del Carretto.
Dal centro storico di Finalborgo (che merita una visita dedicata), lungo la Strada Beretta, per i Castelli S. Giovanni e Gavone; l'antica Chiesa di S.Eusebio a Perti, la panoramica cima del Bric del Frate ed i caratteristici monoliti de "I Frati". Inoltre i ruderi del "Castrum Perticae" e l'antica Chiesetta di S. Antonino, nonchè la Cappella di N.S. di Loreto (detta anche dei "5 campanili").

NOTE TECNICHE:

Partenza e arrivo: Finale Ligure (SV)-Finalborgo.
Dislivello: in salita 550 circa-in discesa 280 circa
Tempo di percorrenza: 5h/5h,30
Difficoltà: E
Segnavia: " 2 bolli Rossi"-"Croce Rossa"- "3 bolli rossi"-"2 robi rossi vuoti"
Cartografia: Studio Naturalistico EdM SV-3






Itinerario
Dal centro di Finalborgo, il nucleo storico di Finale Ligure, fondata nel 1186 da Enrico il Guercio, del ramo della famiglia Del Carretto, ci si porta presso la Piazza del Tribunale. Qui si prende la "Strada Beretta",  che si snoda in salita con un bel fondo acciottolato, attraversando la "porta mezzaluna" (tramite la quale un tempo si entrava nella cinta delle mura) e costeggiando poi gli spalti dell'imponente Castel S.Giovanni, edificato dagli spagnoli per scopi militari e poi forzatamente abbandonato dopo la sottomissione alla Repubblica di Genova nel 1713.

La "Strada Beretta" dal nome dell'Ingegnere progettista, che anticamente collegava Finale al Monferrato e i domini spagnoli della Valle del Po,  è altrimenti detta "Strada della Regina", in quanto fu opportunamente ripristinata   per favorire nel 1666, il lungo viaggio effettuato dalla Principessa Margherita d'Asburgo, figlia del Re di Spagna, per raggiungere, a seguito di matrimonio per procura, il suo sposo, l'Imperatore Leopoldo d'Austria.




In prossimità  del termine della salita, una deviazione a sinistra consente di raggiungere in breve il poggio panoramico dove sorgono i resti di Castel Gavone, con la bella "torre dei diamanti". La fortificazione in corso di restauro, fu edificata nel XIV secolo, come residenza dei Marchesi Del Carretto e distrutta dai Genovesi nel 1713.
Dalla sommità si prende sulla destra una ulteriore deviazione che in breve riporta sulla "strada Beretta", con la quale si prosegue ora su sterrato sino a raggiungere l'abitato di Perti, presso l'antica Chiesa di S.Eusebio, contornata da secolari cipressi.

Avanzo della più antica chiesa romanica è la parte bassa dell'abside con la cripta del secolo XI. Si accede alla cripta attraverso un ingresso secondario per visitare la sala colonnata che riceve una mistica luce da alcune monofore.




Si attraversa l'asfalto e si aggira la  Chiesa. Sul retro si ignora una deviazione a scendere per inoltrarsi invece su una stradina in leggera salita, che fiancheggia l'edificio e poco dopo si inoltra in zona boschiva. Alcune "tacche" di vernice bianco rossa indicano la via da seguire, che dopo costante salita sbuca in un pianoro panoramico, dove una contrafforte rocciosa reca evidenti segni di una passata attività estrattiva della rinomata "pietra del Finale".
Si attraversa il pianoro, per poi risalire nuovamente con sentiero sino a raggiungere un colletto sulla dorsale sommitale della Rocca di Perti. Si scende ora sul versante opposto, sino ad individuare un sentierino sulla destra (segnavia "tre bolli rossi") che ripidamente scende in zona boschiva, e dopo aver superato una caratteristica grotta formata da due camere comunicanti, giunge presso un'ampio slargo con tavole per pic-nic, ove termina anche la strada asfaltata proveniente da Perti.




Si prosegue per una strada sterrata (segnavia "due bolli rossi") che supera il caratteristico nucleo abitativo di Montesordo, quindi la  Cappelletta di S.Carlo, per giungere ad un bivio nei pressi di una casa colonica abitata. Si prende la stradina di destra, che in discesa dopo breve tragitto, sbuca sulla bella distesa erbosa di "Pian Marino", fiancheggiata oltre che folti castagneti anche da imponenti pareti rocciose con evidenti cavità naturali,un tempo abitate dall'uomo preistorico.
Si percorre il pianoro sino ad individuare sulla destra una stradina che si innalza e dopo alcune svolte porta presso una ex cava di "pietra del Finale". Si prosegue sulla destra sempre su evidente tracciato sino a raggiungere un colletto (Q. 330 m circa). Si devia a destra ed in breve si perviene sulla panoramica sommità del Bric del Frate ( 387 m), dove si trovano altresì alcune incisioni rupestri.



Per effettuare un bel percorso ad anello si fa ritorno al colletto precedente, per prendere ora a sinistra (segnavia due rombi rossi vuoti) e con itinerario in leggera discesa si raggiunge e si percorre il fondo del vallone tra carpini,  lecci e vecchi terrazzamenti abbandonati, sino a che si incontra un ulteriore bivio. Qui è opportuno effettuare una deviazione a sinistra, per raggiungere dopo brevissimo tragitto, la zona sommitale dei caratteristici monoliti conosciuti come "I Frati", che merita indubbiamente di essere visitata.
Si ritorna quindi sui propri passi sino al bivio, presso il quale si prende il sentiero con segnavia "tre bolli rossi"
che dopo leggera ma continua salita consente di pervenire ad un colletto (quota 250 m circa) con ulteriore deviazione. E' opportuno infatti deviare a sinistra, per raggiungere in breve il sito archeologico, già abitato all'epoca delle invasioni saracene del X secolo, dove si trovano le rovine del "Castrun Perticae" e, poco oltre, la piccola chiesa di S.Antonino.

Il Castrum Perticae, sorto probabilmente all'epoca della invasioni saraceniche (IX-X Sec.), per la necessità di un rifugio ben munito, è citato per la prima volta nel diploma con cui Federico Barbarossa, il 10 giugno 1162, investiva della marca di Savona Enrico il Guercio.







Ritornati sul sentiero dei "tre bolli rossi" si effettua una lunga discesa che porta al caratteristico abitato di "Case Valle" e da qui alla strada asfaltata che seguita a sinistra riporta all'abitato di Perti.
Prima di giungere all'abitato, si nota sulla sinistra la caratteristica Cappella di N.S. di Loreto, popolarmente  conosciuta come "Chiesa dei cinque Campanili" , uno dei rarissimi esempi di costruzione del Rinascimento. Essa risale al XV secolo ed è legata al ricordo del marchese Alfonso I del Carretto. 

Da Perti, per la stessa via dell'andata, si raggiunge infine Finalborgo.