venerdì 2 marzo 2012

Finalborgo - Verezzi - Torre Bastia

Sull'antica Strada Napoleonica





Dal centro storico di Finalborgo, per antichi sentieri, al panoramico promontorio della Caprazoppa e da qui al pittoresco borgo di Verezzi.


NOTE TECNICHE

Partenza e arrivo: Finalborgo
Dislivello: circa 400m
Tempo di percorrenza: 4h,30/5h anello completo
Difficoltà: E
Segnavia: "losanga rossa"- "tre bolli rossi"
Cartografia: Studio Naturalistico E.d.M. SV-3


Accesso Stradale
Dall'uscita autostradale di Finale Ligure, si scende a Finalborgo.  Conviene lasciare l'auto nelle aree parcheggio (a pagamento) nei pressi di Porta Testa.




Itinerario
Dall'antica Porta Testa di Finalborgo si supera il ponte che attraversa il torrente Pora e si arriva sulla strada provinciale. Si percorre a sinistra quest'ultima per circa 100 metri sino ad incontrare sulla destra l'inizio della Strada Napoleonica. 
Qui inizia  e termina l'itinerario ad anello (la via di salita, a sinistra, è segnalata da "losanga rossa" , mentre la via di ritorno, a destra, con segnavia "3 bolli rossi").

Si sale quindi a sinistra, su di una antica strada definita "napoleonica", per alcuni lavori di ampliamento effettuati alla fine del XVIII secolo, per consentire il transito dell'artiglieria del generale francese Massena, dopo la sua vittoria sulle truppe austro-sarde nella battaglia di Loano nel 1795. In realtà il tracciato è molto più antico. Potrebbe trattarsi infatti dell'antica via romana, principale via di comunicazione con le zone costiere di ponente, che consentiva di superare i vari promontori in tempi in cui non esistevano le gallerie della strada costiera.

Dopo pochi minuti di cammino si arriva una grande croce ed  alla chiesetta della "Regina Pacis", edificata dai Padri Scolopi all'inizio del secolo scorso.



Si prosegue oltre con leggera salita sino ad una breve "rampetta" in zona franata, superata la quale si raggiunge un vecchio cancello presso un'ulteriore sterrata.
Qui, con una breve deviazione a sinistra, si può raggiungere la zona abbandonata di una vecchia cava, per ammirare sia il vasto panorama sulla costa, che i grandi lavori di scavo effettuati sull'intero promontorio della Caprazoppa.
La strada napoleonica che proseguiva in questa zona e scendeva sul litorale, è stata cancellata dagli enormi scavi.






Ritornati al punto della deviazione, si riprende il percorso sull'ampia sterrata sinchè questa, dopo breve salitella, spiana. Qui la si lascia per deviare a destra, su sentiero che con percorso in parte boschivo, conduce all'edicola sacra semi diroccata della Madonnina degli Scagnei.
Procedendo oltre il sentiero, a tratti fiancheggiato da antichi muretti a secco, si inoltra in zona maggiormente boscosa, sino a sbucare nell'ampio spiazzo sottostante la chiesa di S. Martino  ( sulla destra si  può individuare l'itinerario con segnavia "tre bolli rossi" che sarà utilizzato per il ritorno ad anello).
Una successiva breve salitella conduce al panoramico poggio dove sorge il complesso religioso della Chiesa di S. Martino e del Santuario Maria Regina e Madre (269m).





Questa chiesa, risalente al 1625, è dedicata a San Martino Vescovo, patrono di Verezzi. Essa sorge sui ruderi di una chiesa costruita dai benedettini forse prima dell’anno 1000. Una seconda costruzione a nord ovest della chiesa e che costituisce oggi il Santuario di Maria Madre Regina (Regina Mundi) era l’antico oratorio.
Accanto alle due chiese si trova una campana, denominata “ Campana la Mamma”, che ogni giorno, alle ore 19, suona una serie di rintocchi, in ricordo di tutte le mamme defunte.

Si percorre la zona antistante il complesso religioso per raggiungere poco dopo la zona del "Mulino Fenicio", così chiamato per il particolare sistema di funzionamento a pale interne, di origine medio orientale.
Proseguendo oltre si supera la grande croce su di un poggio panoramico, quindi una zona con antenne e ripetirori e, successivamente, una deviazione a sinistra (cartello "Via du Castellè"), che sarà utilizzata al ritorno.
Proseguendo oltre si scende brevemente per poi lasciare la strada principale ed inoltrarsi su di un sentierino, che consente di raggiungere la sommità in cui sorge la Torre di Bastia, antico punto di avvistamento risalente all'epoca  del Marchesato dei Del Carretto (321m - 2h,30).









Ritorno ad anello

Si ritorna sui propri passi sino al cartello indicatore "Via du Castellè". 
Qui si devia a destra, seguendo l'indicazione "crosa", con percorso in zona boschiva su di un sentierino con tratti di fondo roccioso. Si interseca il "Sentiero Natura" che si segue a destra brevemente, per poi deviare a sinistra, presso una piccola area pic-nic e scendere, con alcuni brevi tratti ripidi, opportunamente attrezzati con corde fisse,  sino a raggiungere la borgata Crosa, la più antica delle frazioni di Verezzi ( 240m).
La si attraversa percorrendo un tipico viottolo, sino a sbucare sulla suggestiva piazzetta con vasca in pietra e lavatoi, alimentati da una pompa azionata a mano.









Da qui, volendo, si può far ritorno in circa 10' alla chiesa di S. Martino, seguendo a sinistra Via della Chiesa.

E' consigliabile però allungare un poco il percorso, per visitare il caratteristico e rinomato centro storico di Verezzi, considerato uno tra i borghi più belli d'Italia.
Per quest'ultima risoluzione occorre voltare a destra lungo un " carruggio" che in breve porta ad uno slargo. Si prende il secondo vicoletto a sinistra che si snoda tra le case e, dopo aver attraversato la strada comunale, raggiunge la caratteristica piazzetta S. Agostino della frazione "Piazza"  (190m), famosa per essere lo scenario di numerose rappresentazioni teatrali internazionali.








Dalla piazzetta, seguendo il "Percorso Rurale" ( 2 triangoli rossi) si prende a sinistra, quindi si risale per Via del Salto che riporta sulla strada comunale e da qui  per "Via du Campu", che termina alla Chiesa di S. Martino.
Ci si inoltra tra i due edifici e si scende sino all'inizio dell'ampia radura sottostante.
Qui si prende il sentierino con segnavia "3 bolli rossi", conociuto come "Strada dell'Aurera" (Aurora), antica via di comunicazione utilizzata da Verezzini per raggiungere Finalborgo.
Il bel percorso in zona boschiva, transita presso il pilone votivo della Madonna Addolorata.
Sulla lapide semidistrutta, una scritta in latino, il cui significato è "Tutti voi che siete per la via, (fermatevi), e guardate se esiste un dolore pari al mio".
Segue una lunga discesa, tra muretti a secco, lecci e roverelle, che termina al ricongiungimento con l'itinerario di salita.
Da qui ritorna al centro storico di Finalborgo