giovedì 17 aprile 2014

Sentiero Botanico di Bergeggi

Itinerari escursionistici da Bergeggi





Un'appagante percorso natura che unisce l'interesse botanico (la Sughereta delle Natte, le specie vegetali maggiormente rappresentative evidenziate su appositi leggii) e l'interesse storico ( antiche vie di comunicazione romane ed i resti di un Castellaro preromano). 
Eccezionali gli scorci panoramici su Bergeggi e sull'intero Golfo Ligure.


NOTE TECNICHE 

Partenza e Arrivo: Bergeggi Torre del Mare - Piazza Torre d'Ere
Dislivello: 461 m
Tempo di percorrenza: 3h
Difficoltà: E
Segnavia: paline sentiero botanico-Anche segnavia "2 quadrati vuoti rossi"- segni "verde-azzurri" dell'Alta Via del Golfo
Cartografia:  EdM - Edizioni del Magistero SV3
Avvertenza: Le condizioni dei sentieri descritti possono cambiare nel tempo. 
L'escursionismo richiede conoscenze di base e consapevolezza dei propri limiti.


Accesso Stradale
Si raggiunge Bergeggi. Si sale dalla parte di Torre del Mare su stretta strada che dopo una serie di tornanti culmina in Piazza Torre D'ere, dove si lascia l'auto.




Itinerario

Da Piazza d'Ere si prende la stradina asfaltata che sale presso la bacheca esplicativa del Sentiero Botanico (anche palina indicativa itinerario Bergeggi-Rocca dei Corvi - segnavia 2 quadrati vuoti rossi, che sarà preso come riferimento sino alla Gola di Sant'Elena).
Percorso  un brevissimo tratto, si svolta a sinistra su stretto sentierino che fiancheggia vari coltivi. Poco oltre si devia ancora a sinistra e, pochi metri dopo a destra, presso un Pino d'Aleppo.
Il sentiero prosegue inerpicandosi con alcuni tratti a scalino, poi diventa più dolce; fiancheggia ulteriori coltivi e successivamente svolta a destra. (palina indicativa: Gola di S. Elena - Scarzabò - Forte S. Elena).
Una leggera salitella conduce ad un complesso residenziale privato. Qui si va a sinistra, seguendo le indicazioni per Gola S. Elena, ed in breve si transita presso l'Agriturismo "Oro Verde".
Si prosegue fiancheggiando la recinzione ed un  caratteristico "muretto a secco" per poi entrare in zona dalla più fitta vegetazione.
Si transita quindi presso il rudere di un "teccio" (vecchio seccatoio-deposito attrezzi) e successivamente presso un'area pic-nic. Nei pressi di questa si può notare un vecchia fornace, datata 1849.


Si prosegue in piano per poi confluire sull'Antica Strada Romana proveniente da Spotorno, e raggiungere successivamente lo slargo della Gola di S. Elena (250m), alla confluenza con l' ampia strada proveniente da Vado Ligure/S. Genesio (antica via Julia Augusta).

L'antica via romana Aurelia anziché procedere per costa aggirando il dirupato Capo di Vado e la successiva Punta del Maiolo, da Vado Ligure-S. Genesio raggiungeva Spotorno scavalcando la Gola o Bassa di S. Elena, colle situato tra il Monte Mao ed il Monte S. Elena.
Successivamente, nel 13 A.C., la Via Aurelia fu affiancata da una "variante" più interna, la Via Julia Augusta, che distaccandosi dalla via principale alla Bassa o Gola di S. Elena, procedeva in quota ed evitava Spotorno aggirando a nord il M. Mao, passando dal Colle del Trevo e raggiungendo direttamente la Colla di Magnone e quindi il Finalese.

Da qui si prende come riferimento il segnavia "verde-azzurro" dell'Alta via del Golfo. Il Sentiero Botanico prosegue a destra con breve tratto su strada asfaltata. Poco oltre un'abitazione, presso una evidente bacheca, occorre deviare su  sentierino che inizialmente in falsopiano, poi con erta salitella, si inoltra tra gli alti arbusti tipici della macchia mediterranea per terminare, dopo un tratto a scalini, su di una carrareccia.
Si attraversa quest'ultima e si continua la salita tra gli arbusti per arrivare, allorchè spiana, nella zona del Monte S. Elena; la cui boscosa sommità (347m) può essere facilmente raggiunta lasciando momentaneamente il sentierino, per deviare a destra ed attraversare una evidente depressione dalla terra rossastra.
Nei pressi della zona più elevata si trovano i resti dell'area circolare che delimitava l'antico Castellaro preromano (1h,30 circa dalla partenza).




L’altura del Castellaro venne prescelta dalle tribù liguri preromane come sito strategico per il controllo della viabilità costiera tra Vado e Noli.
Le campagne di scavo, condotte dall’Università degli Studi di Genova e dalla Soprintendenza ai Beni Archeologici della Liguria, hanno permesso il ritrovamento di reperti che testimoniano la frequentazione del sito dal V sec. a.C. al I sec. d.C. per poi riprendere in età medioevale. Sia sul versante sud che su quello esposto a nord del Monte S. Elena sono stati riportati alla luce i resti di antichi insediamenti abitativi.

Ritornati al punto della deviazione  si prosegue e si scende ad  uno slargo dove si trovano, lì abbandonate, delle cabine balneari.
Si va a destra e dopo lunga discesa, a tratti ripida e su terreno molto eroso, si confluisce su bella carrareccia presso alcune case isolate.
Si segue la comoda stradina a sinistra, e con bel percorso ombreggiato e riposante si arriva ad una larga spianata.
Si prosegue a destra ed in breve si arriva sul crinale, vicino all'ampio ripiano erboso dove sorgeva la polveriera del Forte di S. Elena, esplosa nel 1921.
Una breve salitella porta alla zona utilizzata per il decollo dagli appassionati di parapendio. Eccezionale il panorama sulla costa ligure.



Poco oltre scende un sentierino, a tratti piuttosto dissestato, che dopo alcune curve arriva ad una costruzione per l'acquedotto, e successivamente sulla strada asfaltata che da Bergeggi scende a San Genesio/Vado Ligure.
La si attraversa e, poco dopo la sbarra presso un'ulteriore stazione dell'acquedotto, si entra nella zona protetta della "Sughereta delle Natte", raro bosco di querce da sughero tra i più estesi della Liguria, purtroppo recentemente interessato da un vasto incendio.
Al termine si confluisce su ampia carrareccia dove il sentiero botanico prosegue a destra.

Si consiglia una breve digressione: proseguendo dritti, si può ammirare la zona c.d. "della Batteria", ex fortezza S. Sebastiano ora di proprietà privata e poco oltre, dopo una  stazione Enel per il controllo dell'aria, le rovine dell'antico piccolo Forte di Santo Stefano. Esteso il panorama.

Il percorso, conosciuto come Strada della Sgarogna', fiancheggia inizialmente la recinzione di una proprietà privata (al suo interno si posso ammirare ulteriori querce da sughero), poi transita nei pressi di un'area pic-nic, dopodiché scende lungamente con tratti piuttosto maleagevoli, alcuni piuttosto ripidi e sconnessi, per terminare su stradella lastricata nell'abitato. Si va a destra e dopo breve percorso tra le abitazioni si sbuca in via XXV Aprile.
Percorrendo quest'ultima a destra, si confluisce in via Via De Mari e successivamente in Via Millelire, seguendo la quale si fa ritorno a Piazza D'Ere.