sabato 7 gennaio 2012

Sull'Antico Sentiero del Fieno da Ranzi

Escursioni da Pietra Ligure






da Ranzi di Pietra Ligure al Rifugio Pian delle Bosse.

Lungo un antico percorso, tra le testimonianze della fatica dell'uomo.
L'itinerario "ufficiale", piuttosto lungo, arriva  al Giogo di Giustenice e da qui al M.te Carmo- (tempo di percorrenza in salita - 4h,30'/5h)
Quello proposto, è una versione ridotta, sino al Rif. Pian delle Bosse.-(tempo di percorrenza in salita 2h,30'/3h).  
Può essere eventualmente integrato con l'interessante "anello delle caselle di pietra", (tempo di percorrenza 1h) che si sviluppa nella zona intorno al Rifugio.

NOTE TECNICHE

Partenza e arrivo: Ranzi di Pietra Ligure (SV)
Dislivello: 750 m circa
Tempo di percorrenza: 2h,30/3h
Difficoltà: E
Segnavia: triangolo rosso
Cartografia: Studio Naturalistico E.d.M.

Per l'accesso stradale clicca google maps sulla barra laterale






Per visualizzare la carta dettagliata della zona del percorso vedi:
Tavola SV-14   delle Mini MAPPE OUTDOOR ACTIVITIES di Giorgio Mazzarello
http://www.mappeliguria.com/ (su gentile concessione dell'Autore)

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Poco dopo l'uscita autostradale di Pietra Ligure, si prende la prima deviazione a sinistra. Poco dopo, allo "stop", si volta a ancora a sinistra raggiungendo in breve l'abitato di Ranzi.
Lo spiazzo antistante il piccolo cimitero rappresenta una buona possibilità di posteggio.

Dal posteggio si prosegue a piedi sulla strada principale per pochi metri. Presso la prima curva sono evidenti le indicazioni dell' "Antico Sentiero del Fieno" ed il segnavia "triangolo rosso pieno".
Seguendole, si va quindi a sinistra, nel caratteristico borgo di S.Libera.


Attraversato questo, presso un ulteriore pannello indicativo, si prende a destra un sentiero che sale con diverse svolte, fiancheggiando alcune grandi vasche per la raccolta dell'acqua. Il sentiero, a tratti con fondo roccioso, tra magnifici scorci panoramici, si innesta più avanti  su più larga sterrata.
Si prosegue su questa in salita, sino ad un successivo bivio. Si va a destra, in leggera discesa per poi continuare pressochè in piano. In lontananza appare il M.te Carmo, su cui splende la croce di vetta.
Si prosegue sull'itinerario principale, ignorando alcuni bivi, sino a pervenire su ulteriore  più ampia sterrata.
Poco oltre, sulla sinistra, una stradina sbarrata consente di raggiungere in breve il panoramico poggio S.Martino, con la bella omonima Chiesetta, nonchè i ruderi più antichi, presso il cippo eretto a ricordo degli Alpini caduti.


Proseguendo ulteriormente si incontra l'ampia sterrata proveniente da Verzi. La si segue per breve tratto per deviare poi a sinistra, dove si incontra la prima delle grandi caselle: " U Cabanun", risalente al secolo XVIII.
La particolarità di tale manufatto è la costruzione interamente in pietra, senza uso di malta, con una tecnica ed una abilità di posa tali da impedire infiltrazioni ed umidità all'interno. Le sue eccezionali dimensioni sono dovute al fatto che, in caso di maltempo, venivano utilizzate come ricovero anche per i muli con il carico di fieno, oltre che per i loro conducenti.


Un successivo tratto di sentiero dal magnifico fondo in acciottolato, ancora ben conservato, rende l'idea di come fosse in origine tale percorso.
Dopo essere transitati in una zona boschiva si incontra una più ampia stradina presso un quadrivio. Si prosegue seguendo gli evidenti segnavia, superando poco oltre una sbarra, che impedisce il transito ai mezzi motorizzati.
Con costante lunga salita, dopo diverse svolte, si incrocia infine l'itinerario "giallo-rosso" delle Terre Alte, dopodichè si raggiunge un largo pianoro dove sorge una ulteriore grande "casella", presso un dismesso ricovero per animali.
Poco oltre si perviene al bel Rifugio di Pian delle Bosse, ottimamente gestito da Valentina e Lorenzo.



Il ritorno avviene per lo stesso itinerario.

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Intorno al Rifugio è stato tracciato l'interessante "anello delle caselle"  segnavia "bianco-rosso".

E' un circuito che ha uno sviluppo di circa 1500 metri ed un dislivello massimo di 100 metri.  Il sentiero, ben segnalato, si snoda in bosco di varie essenze e macchia mediterranea.  Puo' essere percorso in circa un'ora di cammino. Consente di rendere più completo il percorso del sentiero del fieno con la visita ad ulteriori "caselle" in pietra, molto bel conservate.

Vedi l'escursione per immagini su  Youtube

per saperne di più

Il Sentiero del Fieno, nei secoli scorsi, aveva notevole importanza per l’allora Comune di Ranzi, (annesso a Pietra Ligure il l gennaio 1929). Per questo motivo i proprietari dei terreni ove avveniva la fienagione erano obbligati, in base ad un regolamento comunale, a prestare tre o quattro giornate di lavoro all’anno per la sua manutenzione.

Ricordiamo che il fieno è stato la “benzina” utilizzata prima della diffusione della meccanizzazione agricola e dei trasporti, in quanto era la fonte energetica dell’alimentazione degli animali (muli, asini, buoi) che fornivano la trazione e la forza necessaria nelle campagne, quindi era una riserva di energia che, raccolta in estate, era utilizzata per il resto dell’anno. Lungo il percorso, nel XVIII secolo, sempre il Comune di Ranzi, fece costruire tre “cabanui” (caselle di grandi dimensioni) per dare un riparo, in caso di maltempo, ai muli con il carico ed ai loro conducenti.

Il primo è situato a monte della cascina “Zuffo” (u Furmigua); il secondo sorge all’incirca a metà strada tra il primo “cabanun” ed il Bric Colletto, ora di proprietà dei cugini Oliva (Camineve) ed il terzo, attualmente di proprietà della famiglia Porro, fa parte dell’ ”Anello delle caselle” e si trova tra il Bric Colletto ed il “Rifugio Pian delle Bosse”.
Questo sentiero, denominato “Strada comunale del Giovo”, venne ampiamente utilizzato sino a quando durò la fienagione, cioè intorno al 1950, ed i muli lo percorrevano, tra andata e ritorno, in 6 ore ed effettuavano fino a due viaggi in un giorno.
Rappresentò e rappresenta tuttora grande importanza per l’economia agricola di Ranzi, anche perché una buona parte di questo sentiero, dal 1919, è percorsa dall’acquedotto irriguo che dal Giovo di Giustenice, lungo un percorso di 11 chilometri, raggiunge le enormi vasche di raccolta situate in località “Funtanasse”, a monte della Borgata Santa Libera. Tale acquedotto, costruito da privati, fu interamente scavato ed interrato con la sola forza manuale, quindi senza l’ausilio di alcun macchinario. Il sentiero del fieno si collega con la fitta rete che consente di raggiungere il Carmo e la zona circostante.

L'anello delle Caselle

http://www.cailoano.com/caselle/ANELLO.htm