martedì 21 maggio 2030




che cosa tratta questo blog

"Munta e Chinn'a" (sali e scendi), titolo del blog, si riferisce ad un tipico modo di dire dialettale ligure, utilizzato per indicare l'andamento di un percorso in cui si susseguono salitelle a brevi discese.

Può essere inteso anche in senso più ampio, come l'essenza stessa dell'attività escursionistica, che consiste appunto nel salire e scendere dai monti.
Oppure anche come metafora dell'esistenza: la vita  intesa come un sentiero, in cui si alternano asperità e tratti più agevoli. 



Questo blog è nato inizialmente dall'esigenza di creare un archivio personale delle escursioni effettuate in molti anni di attività.
Ha fatto poi seguito il desiderio di condividere con altri l'esperienza dell'attività escursionistica ed i vari itinerari.

I percorsi descritti, alcuni piuttosto noti altri forse un po' meno, riguardano maggiormente la Liguria e le Alpi Liguri.

Per quanto concerne la Liguria, essendo residente a Savona, risultano prevalenti gli itinerari di questa Provincia, peraltro con l'esplicito intento di pubblicizzarli, per farli conoscere ed invogliare  i sempre più numerosi amanti del trekking a percorrerli, unico modo per preservarli.
Sono sempre più numerosi infatti, i percorsi non più fruibili a causa dell'abbandono e dell'incuria, oppure in conseguenza dei danni provocati dagli elementi della natura (forti piogge o intense nevicate).

I  vari percorsi sono corredati da cartine sintetiche, redatte unicamente per rendere una visione d'insieme dell'itinerario descritto. Non sostituiscono assolutamente la carta topografica ufficiale della zona, che ogni buon escursionista deve preventivamente consultare e portare con se.



tratto da "Arenzano-Escursioni" di G.B. Calcagno (su gentile concessione dell'Autore) 


Una parte speciale viene dedicata ad itinerari sull'Alta Via dei Monti Liguri.
Vengono proposti diversi itinerari, possibilmente ad anello, che riguardano il tratto dell'A.V. che attraversa il territorio savonese, dal M. Armetta a ponente sino al Passo del Faiallo a levante.




Un ulteriore parte del blog viene dedicata al Trekking, inteso come attività escursionistica di più giorni.


Per quando riguarda la filosofia del camminare, il "viaggio" a piedi con lo zaino, mi onoro di riportare qui di seguito alcune considerazioni  dedicate a questo blog dall'amico Annibale Salsa:



CONSIDERAZIONI DI ANNIBALE SALSA

Il grande scrittore francese Marcel Proust, nel famoso romanzo introspettivo dal titolo Alla ricerca del tempo perduto, riporta una frase che è diventata un vero e proprio aforisma per chi va alla ricerca di emozioni autentiche nel corso di esperienze personali di viaggio. Nella parte del romanzo dal titolo La Prigioniera, pubblicato nell’anno 1923, Proust afferma: «L’unico vero viaggio, l’unico bagno di giovinezza, non sarebbe quello di andare verso nuovi paesaggi, ma di avere altri occhi, vedere l’universo con gli occhi di un altro, di cento altri, vedere i cento universi che ciascuno vede, che ciascuno è». Nella società odierna siamo bombardati, ogni momento, da offerte turistiche che cercano il sensazionalismo ad ogni costo pretendendo di farci sognare a comando. In realtà, esse vogliono soltanto trasformarci in consumatori di un tempo libero imposto, più che di un tempo veramente liberato. Spesso pensiamo che, mai come oggi, gli uomini abbiano viaggiato. Ne siamo proprio sicuri? Per affrontare la questione in maniera non banale, bisogna intenderci sul significato di viaggio. L’etimologia della parola “viaggio”, di origine latina, fa riferimento all’«andar per via», al camminare più per il piacere di assaporare il percorso che per quello di raggiungere ossessivamente la meta. Per affrontare questo dilemma ci soccorre il pensiero di un grande antropologo francese contemporaneo, Marc Augé, allorquando introduce la distinzione fra “viaggiatore” e “passeggero”. Il primo – viaggiatore - va alla ricerca delle emozioni offerte dal percorso senza essere ossessionato dal raggiungimento della meta. Il secondo - passeggero - non aspira ad altro che alla meta da raggiungere nel più breve tempo possibile. Il primo ama la lentezza dell’osservazione e della contemplazione, il secondo la velocità dello spostamento. Se traduciamo questi concetti nei modelli proposti dal turismo contemporaneo, non ci resta che una conclusione: i viaggiatori sono sempre di meno, i passeggeri sono sempre di più. I turisti di oggi cercano l’esotico dell’altrove nella lontananza geografica, ma spesso trovano dei «non-luoghi». Sono finiti i tempi del Grand Tour sette-ottocentesco! Ai nostri giorni, la globalizzazione ha trasformato i luoghi, anche lontanissimi, in una ripetizione di paesaggi seriali, tutti eguali e senz’anima, salvo poche eccezioni. Per contro, siamo diventati sempre meno consapevoli dei valori paesaggistici ed ambientali vicini a noi. I luoghi fuori porta, a causa del crescente “analfabetismo territoriale”, sono sempre più sconosciuti. Pertanto, vorrei lanciare qui una provocazione, utilizzando un efficace paradosso. L’esotico è inesorabilmente vicino a noi e dentro di noi, che siamo diventati stranieri a noi stessi ed al nostro territorio. Con questo «esotismo di prossimità» dobbiamo fare i conti. Le escursioni a piedi possono aiutarci a recuperare i nuovi deficit di conoscenze e farci riassaporare quella concezione del viaggio che abbiamo perduto. L’invito proustiano ad usare occhi diversi nel ripercorrere gli stessi luoghi, oltre che una proposta di senso, costituisce anche una terapia psico-fisica. Accanto al «tempo perduto» vi è anche uno «spazio perduto» di cui dobbiamo e possiamo riappropriarci.   


Prof. Annibale Salsa, Antropologo e Presidente Emerito del Club Alpino Italiano



mercoledì 4 settembre 2024

Bagni di Vinadio: da Callieri alla borgata di San Bernolfo


Tranquilla escursione dalla borgata di Callieri a quella di San Bernolfo, passando per la spettacolare cascata della Marina

NOTE TECNICHE

Partenza e arrivo: Borgata Callieri ai Bagni di Vinadio
Dislivello: 330m circa
Lunghezza: km 4 circa (solo andata)
Tempo di percorrenza in salita: 1h,30/2h
Difficoltà: E
Segnavia: paline indicative
Cartografia: Fraternali Editore: Alta Valle Stura

Avvertenza: Le condizioni dei sentieri descritti possono cambiare nel tempo. 

Accesso stradale
Da Cuneo si raggiunge Borgo S.Dalmazzo. Da qui si imbocca la strada della Valle Stura e si supera Demonte, poi Vinadio e si arriva a Pianche. Qui si volta a sinistra ed in circa 5 km si raggiunge Bagni di Vinadio.
Dai Bagni si prosegue per la frazione Strepeis e quindi per la borgata di Callieri.
Dopo circa 2 km da Strepeis, poco prima di un ponticello sul torrente Corborant e prima della borgata Callieri, alcuni slarghi sulla sinistra della strada offrono comode possibilità di posteggio (q.1400m circa)

                                                     

mercoledì 28 agosto 2024

L'Alpe di Rittana dal Chiot Rosa



Facile percorso su sterrate e sentieri per raggiungere la panoramica cima dell’Alpe di Rittana, sullo spartiacque tra le valli Stura e Grana.
Dalla sommità si può godere di un esteso panorama sull’intero arco alpino (dal gruppo del Rosa alle Alpi Marittime e Liguri) nonchè sull’intera pianura cuneese.

L’itinerario transita presso la borgata partigiana di Paraluop, dove sorge l’omonimo rifugio ed il centro di documentazione dedicato alla Resistenza. Qui infatti tra il 1943 ed il 1944 ha avuto sede la storica formazione partigiana “Giustizia e Libertà”


NOTE TECNICHE

Partenza e arrivo: Rittana - Località Chiot Rosa
Dislivello: 610m
Tempo di percorrenza in salita: 2h,10/2h,30
Segnavia: nessuno
Difficoltà: E
Cartografia: Fraternali Editore n.14 - Bassa Valle Stura

Avvertenza: Le condizioni dei sentieri descritti possono cambiare nel tempo.
L'escursionismo richiede conoscenze di base e consapevolezza dei propri limiti.

 

ACCESSO STRADALE

Da Borgo San Dalmazzo si arriva a Gaiola dove si seguono le indicazioni per Rittana. Oltrepassato l’abitato di Rittana si continua per la borgata Gorrè e successivamente per Colle di Rosa (Chiot Rosa) dove si parcheggia sull’ampio spiazzo sterrato (q.1185m - 3 km circa da Rittana)






ITINERARIO

Dal posteggio si prende la strada carrozzabile che sale presso alcune case ristrutturate, entra nella parte alta del vallone del Rio della Valle e conduce, in corca 30 minuti con andamento in leggera salita, alla bor­gata di Paraloup (1275 m), famosa per essere stata uno dei primi centri partigiani del Piemonte.

Qui è stato ri­strutturato il Museo della Resi­stenza grazie all'intervento della fondazione Nuto Revelli.

Si esce dalla borgata imboccando una mulattiera che si addentra in un bel bosco di betulle e faggi sino ad arrivare al gias di un malgaro. Ne segue un tratto con  pendenza più marcata che punta direttamente al Monte Rocca Stella (1597m), riconoscibile dalla grande croce che lo sormonta. Magnifico il panorama all’intorno.

Dalla sommità si prosegue oltre seguendo la cresta e, superate due balze, si raggiunge infine la cima dell’Alpe (1796m - ibro di vetta)

Il panorama è grandioso. La vista spazia dall’intero arco delle Alpi Liguri, Marittime e Cozie e,nelle giornate particolarmente limpide sino al gruppo del Monte Rosa. Altrettanto esteso il panorama  sulla pianura cuneese.

Il ritorno avviene per lo stesso itinerario di salita.

giovedì 22 agosto 2024

Al Rifugio Malinvern - Città di Ceva

 


Facile itinerario nel bel Vallone di Riofreddo per raggiungere il caratteristico rifugio Malinvern/Città di Ceva, punto di partenza per varie escursioni in zona

NOTE TECNICHE

Partenza e arrivo: Gias Draculet Vallone di Riofreddo
Dislivello: 323m
Tempo di percorrenza in salita: 1h,15
Segnavia: P 50
Difficoltà: E
Cartografia: IGC - Alpi Marittime e Liguri N.8

Avvertenza: Le condizioni dei sentieri descritti possono cambiare nel tempo.
L'escursionismo richiede conoscenze di base e consapevolezza dei propri limiti.

Accesso stradale 
Da Borgo San Dalmazzo si risale la Valle Stura fino a Vinadio. Poco oltre Vinadio si prende la deviazione per il Santuario di Sant'Anna e dopo diversi tornanti si lascia la strada principale per svoltare a sinistra nel Vallone di Riofreddo. Si risale quest’ultimo su una stretta strada fino ad arrivare al Gias Draculet ad uso pastorale .
Si può lasciare la macchina nello slargo di fronte all'edificio o poco oltre, dove la strada diventa chiusa al traffico veicolare.




Itinerario
Dal posteggio presso il Gias (1518m - fontana)  si continua sulla strada inizialmente sterrata che si inoltra nel vallone tra larici ed abeti.
Si supera su di un ponticello un rio e, successivamente, i sentieri che portano ai Lago Martel ed al Lago Nero
Si incontra poi un secondo ponticello e, sulla destra i sentieri per i Laghi d'Aver e per il Colle della Lombarda.
Superati i ruderi del gias "La Grotta" si ignora la deviazione sulla sinistra per il Lago Malinvern ed il Colletto di Valscura per continuare in salita lungo la strada ora asfaltata che, superate ulteriori deviazioni per altri sentieri, compie un tornante  ed arriva al Rifugio Malinvern - Città di Ceva (1839m)



lunedì 19 agosto 2024

Dal Rifugio Mondovì alle Cime di Serpentera


Escursione piacevole tra pascoli erbosi, aree carsiche ed effimeri laghetti. Dalla sommità bel panorama sulle più alte cime delle Alpi Liguri.

NOTE TECNICHE

Partenza e arrivo: Pian Marchisio
Dislivello: 770m
Tempo di percorrenza in salita: 2h,40
Segnavia: paline/segni bianco rossi (dal Rifugio it. G5-G6)
Difficoltà: E
Cartografia: IGC - Alpi Marittime e Liguri N.8

Avvertenza: Le condizioni dei sentieri descritti possono cambiare nel tempo.
L'escursionismo richiede conoscenze di base e consapevolezza dei propri limiti.


Accesso stradale

Da Mondovì si va a Villanova e quindi a Roccaforte. Si lascia a destra la strada per Lurisia e si risale la Valle Ellero.
Al bivio per Prea si svolta a sinistra e si raggiunge Rastello e da qui Ponte Murato.
Si prosegue su strada parzialmente sterrata ed a tratti piuttosto accidentata sino alla Porta di Pian Marchisio, dove si deve lasciare l'auto.
Nel periodo estivo il transito sulla strada dopo Rastello è consentito solo a pagamento


                                                 


Itinerario
Dalla Porta di Pian Marchisio (1634m) si segue l'ampia carrareccia che fiancheggiando il torrente Ellero percorre l’ampio vallone pascolivo ed in circa 40' arriva alla salitella che porta al bel Rifugio Mondovì - Havis de Giorgio (1755m)

A sinistra del rifugio, alla base di una bastionata rocciosa, si possono notare le sorgenti dell’Ellero. Nel periodo dello scioglimento delle nevi l’acqua sgorga da una grande fessura nella parete a circa 15 m d’altezza, formando la cascata detta Pis dell’Éllero.

A monte del rifugio si imbocca l’ampio sentiero per il Colle del Pas (paline per Porta Sestrera), che sale in diagonale per prati alle pendici della Punta Havis de Giorgio, supera poi una contrafforte e successivamente risale con tornanti una bastionata di rocce ed erba che porta all’intaglio di Porta Biecai (2004 m). 
Si entra nell’omonima conca e si scende tra dossi e rocce affioranti per giungere ad un bivio. Qui si va a destra, aggirando un roccione a monte, quindi ci si affaccia sull’ampia conca carsica di Biecai, che ospita l’omonimo effimero lago.

Al termine del disgelo il lago solitamente si svuota e capita di trovarlo completamente secco.

Arrivati ad un successivo bivio (paline) si lascia a destra la diramazione per il Lago delle Moie e si prosegue dritti sul il sentiero principale. Si attraversa un piccolo rio, poi si risale un avvallamento e si arriva ad una conca erbosa dove si incontra un’ulteriore diramazione. 
Si svolta a destra, si attraversa un ruscello e ci si congiunge con il sentiero proveniente dal Colle del Pas, dopodichè si continua in salita sino ad arrivare a Porta Sestrera (2228 m), importante valico che mette in comunicazione con la Valle Pesio.

Si ignora il proseguo del sentiero principale che scende al Rifugio Garelli e si risale il pendio erboso sulla destra che in breve porta alla Cima Sud di Serpentera (2344m-cippo di pietre).

Se si prosegue sulla dorsale, con andamento a saliscendi, si può raggiungere la Cima Centrale di Serpentera (2356m) e con successivo cammino la Cima Nord (2361m) punto culminante della dorsale (circa 30 minuti dalla Cima Sud)

Il ritorno avviene per lo stesso itinerario di salita

martedì 13 agosto 2024

Da Terme di Valdieri al Piano del Valasco

Il frequentato itinerario per raggiungere il Piano del Valasco, uno dei luoghi più suggestivi del Parco delle Alpi Marittime.

Al centro dell’ameno pianoro si trova l’ex Casa Reale di Caccia, trasformata in rifugio/ristorante.

 

 

NOTE TECNICHE

 

Partenza: Terme di Valdieri (1385m)

Dislivello: 390m

Lunghezza:  3,50km (solo andata)

Tempo di percorrenza: 1h/1h,15

Difficoltà: E

Segnavia: Paline -

Cartografia:

 

Nota: Le condizioni dei sentieri descritti possono cambiare nel tempo.

 

 

Accesso stradale

Da Borgo San Dalmazzo si risale la Valle Gesso. Superato Valdieri si continua fino alle Terme. Posteggio a pagamento nella stagione estiva. Aggirato alle spalle l'Hotel Royal, si va a  destra al primo bivio e si entra tra le poche case di Terme. A monte dell'abitato si trova un ampio posteggio (a pagamento nella stagione estiva).


 


 

Itimerario

 

Dal posteggio (1385 m) si prende la strada sterrata che sale nel Vallone del Valasco (Paline-segnavia n.43), supera un piccolo rio e si addentra in un bel bosco misto di latifoglie.

Dopo un percorso abbastanza rettilineo, al primo tornante verso destra si stacca sulla sinistra un evidente sentiero che si tiene vicino al torrente, taglia i numerosi tornanti della strada ex militare, incontrandola varie volte: la tocca appena in corrispondenza di un tornante verso destra a circa quota 1600, quindi in un secondo tornante verso destra a circa quota 1625, poi si immette in un tratto rettilineo circa a quota 1650. Qui, dopo aver percorso poche decine di metri sulla rotabile ex militare, ancora in corrispondenza di un tornante verso destra, si riprende il sentiero che si stacca sulla sinistra.

A quota 1705 circa, con l'aiuto di gradini artificiali, si torna definitivamente sulla rotabile sterrata e la si segue verso sinistra. Si guada un rio che incrocia la strada, si lascia a destra il sentiero per il Colle di Valmiana (segnavia n.17) e, poco dopo, sempre sulla destra, una piccola fonte. Una bella cascatella, sulla sinistra 49, preannuncia l'ingresso al Piano inferiore del Valasco (1763 m, 1:10 - 1:30 ore dal posteggio).


sabato 22 giugno 2024

Monte Camulera da Murialdo - Località Ferriera/Riofreddo

                                                       

Una delle vie di salita alla panoramica cima dell'Alta Val Bormida che domina Murialdo


NOTE TECNICHE

Partenza e arrivo: Murialdo, bivio per località Ferriera/Riofreddo
Dislivello: 570m
Lunghezza: 4km circa
Tempo di percorrenza: 2h
Difficoltà: E
Segnavia: bianco-verdi di BN - Punto e Linea gialli della FIE
Cartografia:

Nota: Le condizioni dei sentieri descritti possono cambiare nel tempo.


Accesso stradale
All’uscita del casello di Millesimo (Autostrada Savona-Torino) si va a sinistra direzione Calizzano. Si ignora un primo importante bivio per proseguire dritti lungo la circonvallazione “Giancarlo Ruffino”. Poco oltre la seconda galleria occorre svoltare a sinistra, ed alla successiva rotonda prendere in direzione Calizzano/Murialdo. 
Dopo poco più di10 km si arriva a Murialdo. Si sttraversa l'intero paese fino ad arrivare al cartello stradale di "fine del centro abitato" dove si trovano le deviazioni per Ferriera e Riofreddo. Bacheca e indicazioni dell'itinerario. 

Poco prima della deviazione piccoli slarghi a bordo strada consentono il posteggio ad un esiguo numero di auto.
Potrebbe costituire una buona alternativa proseguire sulla strada per Riofreddo sino al bivio per Case del Zot, riducendo così il percorso (circa 1km) ed il dislivello dell'itinerario.




Itinerario
Si attraversa il ponticello sul Fiume Bormida e si segue la strada asfaltata che attraversa la Borgata di Ferriera Nuova , supera poi la diramazione per case Bon ed arriva al successivo bivio per Case del Zot (circa 1 km dal ponticello).
Si devia su quest'ultima stradella e si raggiungono Case del Zot, dove si attraversa il nucleo abitativo ed al suo termine si imbocca il sentiero dell'itinerario proposto (segnavia  "punto/linea giallo" , anche "BN bianco verde" di Bormida Natura
Si entra così nella boscosità e si prende quota piuttosto rapidamente. 
Ignorando alcune diramazioni non segnate, si va poi a sbucare su di una stradina forestale, che si imbocca verso destra. Dopo un tratto in moderata pendenza si incontra un bivio a circa 800 metri di quota, dove si prosegue ancora verso destra ignorando la seconda diramazione. 

La evidente stradina forestale procede inizialmente con alcun tornanti, passa alle pendici del Bric Vigna Vecchia ed il percorso si avvicina al crinale che separa i valloni dei rii Madagna (a sinistra) e Botta, quasi sempre tenendosi sul lato Madagna. 
Nei pressi dello spartiacque il bosco diventa meno fitto e il fondo dello stradello si fa inerbito. Tralasciata una diramazione verso destra si arriva ad una piazzola dove il viottolo prosegue con un sentierino pressoché fedele al crinale. Si raggiunge così un bivio a quota 1025 m, dove il nostro sentiero taglia uno sterrato pianeggiante. Il ramo occidentale porta verso l'area wilderness mentre il ramo destro, segnato in bianco/verde, conduce verso il Colle del Melogno. Noi seguiamo l'itinerario con il segnavia di riferimento ("punto e linea gialli") che prosegue invece lungo il crinale e sbuca nello slargo dove si trova una stele dedicata ai partigiani ivi trucidati durante la seconda guerra mondiale. 
Dalla stele parte il tratto finale di sentiero che raggiunge in breve la panoramica sommità del Monte Camulera (1224m).
Alla base della croce di vetta si trova una cassettina contenente il libro di vetta.

Il ritorno avviene per lo stesso itinerario di salita.

domenica 16 giugno 2024

I Forti di Altare

Tra le fortificazioni sabaude che costituivano l'importante baluardo difensivo e di controllo tra la costa ed il basso Piemonte 



NOTE TECNICHE

Partenza e arrivo: Altare, slargo antistante l'ex casello autostradale
Dislivello: 425m
Tempo di percorrenza: 2h/2h,30
Lunghezza: 6,50 Km
Difficoltà: E
Segnavia: Bianco rossi dell'AVML
Cartografia: Studio Naturalistico EdM - Carta dei Sentieri SV-2

Avvertenza: Le condizioni dei sentieri descritti possono cambiare nel tempo.
L'attività escursionistica richiede conoscenze di base e consapevolezza dei propri limiti.



Accesso stradale
- Da Savona si percorre C.so Ricci al termine del quale si prosegue sulla S.P.29 per Altare. Superato il valico fortificato si posteggia sulla sinistra nell'ampio slargo dell'ex casello autostradale-
-Dal casello di Altare dell'autostrada SV-TO si volta a sinistra e si prende per il centro del paese. Lo si attraversa completamente sino ad arrivare in prossimità dell'importante fortificazione di valico.
Si lascia l'auto nell'ampio slargo davanti dell'ex casello autostradale





Itinerario
Dall'ampio spiazzo presso l'ex casello autostradale  di Altare (400m circa), si segue brevemente la strada provinciale in direzione dell' imponente fortificazione difensiva di valico.

Realizzata negli anni 1885/90, costituì lo "sbarramento di Altare", voluto dal Regio Esercito per la difesa del Basso Piemonte e della catena appenninica ligure da eventuali attacchi terrestri. 
Risulta di proprietà privata e l'accesso non è consentito.
Tale complesso fortificato era costituito dalla postazione principale della Tagliata, composta da due fabbricati - uno con accesso sul versante savonese e l'altro con accesso sul versante di Altare - che permettevano appunto di "tagliare", cioè sbarrare il valico di Cadibona (denominato anche Bocchetta di Altare) e quindi il collegamento viario tra il Piemonte e la costa savonese.
Tale sbarramento comprendeva altresì due opere superiori, poste sulle alture vicine: il Forte Tecci a sud ed il Forte Cascinotto a nord.
Completano l'intera opera di fortificazione il Forte del Monte Burotto e la Batteria del Monte Baraccone) che visiteremo lungo il cammino.

Poco prima del semaforo (segnali bianco rossi dell'AV) si prende a destra la strada ex militare,  recentemente ristrutturata per consentire il trasporto delle grosse pale eoliche installate sulla dorsale del M. Baraccone.
Dopo breve tragitto si trova una deviazione sulla sinistra che consente di raggiungere in breve la zona antistante i forti Tecci e Cascinotto, seminascosti dalla vegetazione ed entrambi attualmente non accessibili.

Delle due opere del Forte di Altare, il Forte Tecci è la più grande. Poteva alloggiare più di 400 uomini ed era armato con 6 cannoni da 12 GRC (Ret).  Tramite questo si accedeva successivamente al Forte Cascinotto che poteva alloggiare 176 uomini ed era armato con 2 cannoni da 12 GRC (Ret) e 2 da 15 GRC (Ret). 

Si ritorna sulla strada che successivamente diventa sterrata e giunge all'importante deviazione sulla sinistra per Roviasca - Quiliano, che si ignora.
Si prosegue sulla strada principale (AVML) che transita presso una caratteristica fontana in struttura militare e successivamente si inoltra sempre più in un bel bosco misto di castagni e faggi.
Superata una deviazione sulla sinistra ed una successiva sulla destra, la strada principale si innalza con regolarità, effettua quindi alcune svolte al cui termine stacca sulla sinistra uno stradelloche conduce al Monte Burotto.
Giunti sulla sommità (746m - ripetitori televisivi) si trova il Forte di Monte Burotto, a forma poligonale con profondo fossato perfettamente mimetizzato con la vegetazione circostante che ha invaso il complesso. A livello del fossato si trova la caserma mentre nella zona superiore era collocata l'artiglieria.
E' possibile fare il periplo del bordo superiore del fossato o accedere all'ingresso principale, facendosi strada tra la fitta vegetazione. 

Terminata la visita si ritorna al bivio precedente e si continua sulla strada principale (AVML) che prosegue sulla panoramica dorsale ed attraversa la zona del Parco Eolico composto da 5 imponenti aerogeneratori.
Dopo una breve salitella si incontra sulla destra, nei pressi di una targa commemorativa, la deviazione che in breve porta alla spianata sommitale del Monte Baraccone (821m).
All'intorno, tra la vegetazione, si individuano i resti dei muretti e cunicoli della vecchia "Batteria", postazione d'artiglieria composta, secondo alcune fonti, da 6 cannoni  in appoggio e sostegno al vicino Forte Burotto.
L'opera appare "in ottica" con il Forte Settepani dello Sbarramento del Melogno, fatto questo che poteva consentire la comunicazione tramite telegrafo ottico tra le due postazioni. 


giovedì 16 maggio 2024

Monte Camulera da Murialdo Borgata Ponte

           

Breve escursione per raggiungere la panoramica sommità che domina Murialdo

NOTE TECNICHE

Partenza e arrivo: Murialdo località Ponte
Dislivello: 680m
Lunghezza: 5km circa
Tempo di percorrenza in salita: 2h,30/3h
Difficoltà: E
Segnavia: BN (bianco verdi) - rombo giallo
Cartografia:

Nota: Le condizioni dei sentieri descritti possono cambiare nel tempo.


Accesso stradale
All’uscita del casello di Millesimo (Autostrada Savona-Torino) si va a sinistra direzione Calizzano. Si ignora un primo importante bivio per proseguire dritti lungo la circonvallazione “Giancarlo Ruffino”. Poco oltre la seconda galleria occorre svoltare a sinistra, ed alla successiva rotonda prendere in direzione Calizzano/Murialdo. 
Dopo circa 10,5 km si arriva all'inizio di località Ponte di Murialdo dove, in un piccolo slargo presso il cimitero, di può lasciare l'auto.
Bacheca illustrativa di vari itinerari in zona. Indicazioni Borgata Costa-Castello e paline segnaletiche all'inizio dell'itinerario




Itinerario
Si attraversa su di un ponticello il fiume Bormida e si prende subito a sinistra una salitella che si inoltra in zona boscosa (segnavia BN), e dopo alcune svolte arriva ai ruderi del Castello di Murialdo. Subito dopo il maniero dei Del Carretto, risalente al XIV secolo, si trova il sito dove è stata collocata, avvolta dal mistero, la  "Spada nella Roccia".
Proseguendo ancora il cammino si arriva alla Cappella di Santa Maria Maddalena, risalente al XV secolo e probabilmente un tempo inglobata nelle mura del castello.

Successivamente si arriva in Borgata Costa, posta su panoramico crinale spartiacque. Si attraversa la piccola frazione dopodichè si prende per uno stradello seguendo attentamente i segnavia di riferimento, " BN" e "rombo giallo". 
Si procede lungamente con costante salita in zona boschiva ignorando ogni deviazione laterale, effettuando vari saliscendi ed alcune svolte passando alle pendici del Bric Auzea e successivamente nelle vicinanze del Rifugetto "Ciazen di Scielzi" alle pendici del Bric Orsera.
Ancora un breve tratto di cammino e si lascia il percorso "BN" per seguire unicamnete il segnavia "rombo giallo", che conduce in breve allo slargo dove si trova la stele a ricordo di un gruppo di Partigiani trucidati nel 1944, durante la la seconda guerra mondiale.
Poco più in alto si individua un sentierino che raggiunge con breve percorso la panoramica vetta del Monte Camulera (1224m). 
Croce e libro di vetta.
Il ritorno avviene per lo stesso itinarario di salita.


 
 

giovedì 9 maggio 2024

Passeggiata al Castello di Murialdo


Un breve percorso ad anello sulle orme della storia del Comune di Murialdo:
Il Castello dei Del Carretto, la fiabesca "spada nella roccia" ed il bel laghetto delle "Masche"


NOTE TECNICHE

Partenza e arrivo
: Murialdo (SV)
Dislivello: 250m circa
Lunghezza: 7 km circa
Tempo di percorrenza: 2h
Difficoltà: E
Segnavia: paline indicative - segni "bianco-rossi con pallino blu"
Cartografia:

Avvertenza: Le condizioni dei sentieri descritti possono cambiare nel tempo.


Accesso stradale
All’uscita del casello di Millesimo (Autostrada Savona-Torino) si va a sinistra direzione Calizzano. Si ignora un primo importante bivio per proseguire dritti lungo la circonvallazione “Giancarlo Ruffino”. Poco oltre la seconda galleria occorre svoltare a sinistra ed alla successiva rotonda prendere in direzione Calizzano/Murialdo.
Poco prima dell'ingresso nell'abitato di Murialdo, sulla sinistra (provenendo da Millesimo), parte l'itinerario descritto.
Si cerca posteggio nelle vicinanze, a bordo strada oppure nei pressi del campo sportivo



Itinerario
Si scende lungo una stradina asfaltata (segnalazioni dell'itinerario) che in breve arriva ad una curva e successivamente ad un ponte in cemento che consente di attraversare il Fiume Bormida. Successivamente la stradella curva a sinistra (bacheca) per arrivare ad un bivio. 
Andando a sinistra si arriva alla fresca Fonte "Pa d'Umbren"  incastonata tra matite colorate.

Ritornati al bivio precedente si va a sinistra (attenzione ai segnavia) su di uno stradello sterrato percorso anche dai trattori dei taglialegna.
Alternando tratti in piano a salitelle, tratti boscosi a quelli erbosi si arriva alla solitaria borgata Azzini, dove con una breve deviazione si può visitare la Cappella di S.Giacomo e S.Agata.
Proseguendo il cammino sul sentiero segnalato e lasciate le ultime case della Borgata, una delle quali corredata da alcune ceramiche, si incontra un bivio dove si segue la diramazione di destra e ci si inoltra ancora in zona boscosa sino ad arrivare alla bella zona del Lago delle Masche.
La leggenda vuole che in questo lago vi nuotassero appunto le "Masche", termine tipico del folclore piemontese con il quale venivano chiamate le Streghe.
Si attraversa su di una passerella in legno e si prosegue con leggera salita ed alcune svolte per arrivare ad intersecare il Sentiero Bormida Natura (segni Bianco-Verdi). Si ignora per proseguire in direzione Borgata Costa  posta su dorsale panoramica che si attraversa e ci si dirige verso la vicina Cappella di S.Maria Maddalena.
Si va oltre ed in breve si inconta la deviazione sulla sinistra che porta al magico sito dove si trova la "Spada nella Roccia" e quindi ai ruderi del Castello medioevale dei Del Carretto, del quale ancora si individuano parti delle mura ed i resti ben conservati di una delle porte di ingresso.

Sorto presumibilmente intorno al secolo X, viene citato in documenti del XV secolo unitamente alla Cappella di S. Maria Maddalena. Grazie a quest'ultimo dato si capisce che le mura del maniero cingevano anche l'edificio religioso rendendola propria al castello.
Nel 1605 passò di proprietà del Duca di Savoia.

Terminata la visita inizia la discesa che in breve tempo porta al ponticello sulla Strada Provinciale in Borgata Ponte. 
Seguendo questa a destra si fa ritorno al punto di partenza in circa 1,4 km.

giovedì 2 maggio 2024

Anello del Rio Parasacco


L'Area Naturalistica del Rio Parasacco nel comune di Cengio è una zona particolarmente interessante dal punto di vista botanico, faunistico e geologico, oltre che per  i "calanchi" scavati dal Rio e dai suoi affluenti. 
Tra le varie possibilità di escursioni progettate dalla Sezione CAI di Cengio, è stato scelto l'itinerario "Una Montagna di Amici", che consente di attraversare buona parte dell'area protetta, intersecandosi in alcuni tratti con altri percorsi: Bormida Natura, Via dei Feudi Carretteschi e la Grande Traversate delle Langhe.


NOTE TECNICHE

Partenza e Arrivo: Cengio località Montaldo
Dislivello: 400m circa
Tempo Percorrenza: 5 ore
Lunghezza: 13 km circa
Difficoltà: E
Segnavia: sentiero n.001 - Paline segnaletiche
Cartografia:

Accesso stradale
Dal centro di Cengio (Piazza del Comune) si seguono le indicazioni per Montaldo. Quasi al termine della frazione si devia a sinistra (indicazioni) sino ad arrivare allo slargo adibito a parcheggio dove inizia l'itinerario



Itinerario
Dal parcheggio (q.440 m) si segue l'itinerario "001 - Una Montagna di Amici" che si sviluppa lungo la stradina asfaltata del fondovalle. Nella prima parte si incontrano anche i pannelli del "Percorso Vita".
In prossimità del bivio di Case Coppi il sentiero da seguire stacca sulla destra ed entra in zona boscosa.

Si seguono le paline segnaletiche in legno fino o inserirsi nell'itinerario "BN" (Bormida Natura)  n.7 e "Via dei Feudi Corretteschi" che si inoltrano in boschi misti alternati a radure e crinali, per arrivare poi nei pressi di Bric della Posa e Bric del Ribera. 
Si possa successivamente presso il gruppo di cascine diroccate di Montecerchio, poi in prossimità di un'edicola votiva si svolta a sinistra, abbandonando lo sterrato che scende in località Carretto. 
Si prosegue lungo un largo sterrato che si snoda lungo le pendici del Monte Baraccone per poi arrivare sullo sua ampia sommità (q.764 m). 
Qui passa il "Gran Tour delle Langhe", in un ameno paesaggio aperto caratterizzato da dolci colline coltivate. 
Presso Case Gotti si prosegue per breve tratto su strada asfaltata, che si abbandono successivamente per arrivare in località "Pilone" da cui si segue un sentiero che scende ripidamente sul versante destro della valle del Porassacco nei pressi del bivio di Cose Coppi, da cui si torna al parcheggio.



mercoledì 24 aprile 2024

Zona del Bric Tana e Bric della Feia


Itinerario nel Parco Naturale Regionale del Bric Tana tra boschi di castagno, doline e grotte. Alcuni reperti rinvenuti in località “Tana dell’Orpe” (Tana della Volpe) testimoniano la presenza dell’uomo fin dall’età del bronzo.

Nella stagione appropriata (inizio estate) interessante fioritura di orchidee

Prestare attenzione ai numerosi bivi

NOTE TECNICHE

Partenza e arrivo: Millesimo, inizio SP51 per Murialdo/Calizzano
Dislivello: 350m circa
Lunghezza: 3,5km circa
Tempo di percorrenza: 1h,30/2h
Difficoltà: E
Segnavia: 2 rombi gialli – 2 quadrati gialli
Cartografia:

Nota: Le condizioni dei sentieri descritti possono cambiare nel tempo.


Accesso stradale

All’uscita del casello di Millesimo (Autostrada Savona-Torino) si va a sinistra direzione Calizzano. Si ignora un primo importante bivio per proseguire dritti lungo la circonvallazione “Giancarlo Ruffino”. Poco oltre la seconda galleria occorre svoltare a sinistra, ed alla successiva rotonda prendere in direzione Calizzano/Murialdo. Dopo circa 200 metri si arriva sotto il viadotto dell’autostrada SV-TO dove, sulla sinistra, inizia l’itinerario.

Nessuna possibilità di posteggio dove inizia il percorso. Occorre cercare nei pressi.



Itinerario
Si inizia l’itinerario imboccando via del Boschetto che stacca a sinistra proprio sotto il viadotto dell’autostrada (tabelle indicative-segnavia “2 rombi gialli”). La stradina sale tra alcune villette, poi  diventa sterrata ed entra in un bel castagneto ceduo del parco naturale regionale del Bric Tana.

Dopo breve percorso in salita si arriva ad una prima “dolina”, un avvallamento del terreno tipico delle formazioni carsiche.
La si contorna sulla destra, si lambisce poi un’ulteriore dolina e si raggiunge un crocevia.

Scendendo dritti si arriva quasi subito alla Tana dell'Orpe, nei cui pressi è stata allestita un’area picnic.
Si tratta di una grotta che si apre sul fondo di una depressione ad imbuto, con la fessura d’entrata nella roccia chiusa da un cancello. Nel sito sono stati trovati importanti resti di insediamenti dell'Età del Bronzo

Si ritorna al crocevia e si seguono a sinistra le indicazioni per il Bric della Féia, segnavia “due quadrati gialli”.
Si risale un dosso, si transita nei pressi di una costruzione abbandonata e da qui, con ulteriore salitella, si arriva ad un altro bivio. 
Se si va a destra si può visitare un vecchio seccatoio per castagne posto su di una sommità boscosa.

Ritornati al bivio si continua lungo il tratto principale e ben presto si giunge ad un'altra biforcazione. Si va a destra, seguendo le indicazioni per il Bric della Féia, poi si contorna una radura, quindi si scende in una valletta dove si trova un ulteriore bivio.

A destra si arriva in poco tempo al sito archeologico dove si trova un “menhir” con i relativi pannelli esplicativi.

Il sentiero principale prosegue a sinistra scendendo ripidamente lungo un costone alberato. Si ignora una prima mulattiera, mentre al successivo incrocio si va a sinistra e si prosegue in lieve discesa entrando nell'ombrosa valletta del Rio della Féia.
Successivamente occorre attraversare il Rio su di una passerella in legno per poi risalire a tornanti fino ad un bivio nei pressi di un caratteristico roccione. 
Si prosegue a sinistra e poco oltre a destra e con ripide svolte si guadagna un contrafforte che separe le vallette del Rio della feia e del Rio Casette. 
Lo si risale, alternando tratti in piano ad altri più ripidi sino a raggiungere la sommità del Bric della Féia (672 m). 

Il panorama dalla radura di dorsale è limitato a causa degli alberi che la circondano

Il ritorno avviene per lo stesso itinerario dell’andata

martedì 9 aprile 2024

Colle della Lombarda - Cima Moravacciera



Facile percorso lungo lo spartiacque di confine tra Italia e Francia altamente gratificante dal punto di vista panoramico

Per l'escursione scegliere una giornata con tempo stabile


NOTE TECNICHE

Partenza e arrivo: Colle della Lombarda
Dislivello: 150m. circa
Lunghezza: 5 km
Difficoltà: E
Tempo di percorrenza: 1h,30
Segnavia: paline indicative - segnavia bianchi e rossi
Cartografia: I.G.C.n.7 Valli Maira-Grana-Stura

Avvertenza: Le condizioni dei sentiero descritto possono cambiare nel tempo.
L'escursionismo richiede conoscenze di base e consapevolezza dei propri limiti.


Accesso stradale
Da Cuneo si raggiunge Borgo S. Dalmazzo. Da qui si imbocca la strada della Valle Stura, si supera Demonte e si arriva a Vinadio.
Circa 1,5 Km dopo Vinadio si svolta per il Santuario di Sant'Anna.
A circa 2 km dal Santuario si prende a sinistra la diramazione per la Francia e dopo circa 8 km si raggiunge il Colle della Lombarda (q.2350m-Confine di Stato




Itinerario
Dal Colle si prende la evidente sterrata pianeggiante sulla destra che aggira la Testa dell'Adrech, successivamente transita nei pressi di una ex caserma ristrutturata e poco oltre arriva ad un bivio.
Si va a destra con lungo percorso a saliscendi a ridosso della linea di confine, tra ampi panorami sul versante italiano e sul versante francese.
Superati alcuni ruderi militari a ridosso della Tete de Las Planas e successivamente della Tete du Chaval, si arriva ad un successivo bivio nei pressi di una insellatura erbosa.
Ignorata la deviazione di destra, che porta al Santuario di Sant'Anna, si prende il sentierino di sinistra che con breve salita lungo la cresta orientale raggiunge la cima Moravacciera (2420m).

Ampio il panorama sul Vallone di Sant'Anna e sulle Alpi, nonchè sul Vallone de La Tinee e su Isola 2000.

Il ritorno avvie per la stessa via dell'andata.


domenica 31 marzo 2024

Madonna delle Grazie - Bric del Frate


Breve ma remunerativa escursione che porta ai suggestivi monoliti dei "Tre Frati" e poi, per la solitaria Valle Ergea, sulla panoramica sommità del Bric del Frate


NOTE TECNICHE

Partenza e arrivo: Cappella Madonna delle Grazie / Agriturismo Cà di Alice
Dislivello
Lunghezza
Tempo di percorrenza: 1h,30
Difficoltà: E
Segnavia: "2 rombi rossi vuoti" - 
Cartografia: Finalese-Fraternali Editore
Avvertenza: Le condizioni dei sentieri descritti possono cambiare nel tempo. 
L'attività escursionistica richiede conoscenze di base e consapevolezza dei propri limiti


Accesso stradale
Dal casello autostradale di Feglino (uscita solo per chi proviene da Savona) si va a destra in direzione di Finale Ligure. Superata la deviazione per Orco, dopo circa 200 metri si trova sulla sinistra la cappelletta di Madonna delle Grazie. Poche possibilità di posteggio nei pressi. 
Conviene attraversare il prospiciente ponticello e raggiungere l'Agriturismo Ca' di Alice (indicazioni) dove si possono trovare  maggiori possibilità di posteggio.

Per chi proviene da Ventimiglia deve uscire al Casello di Finale Ligure, scendere a Finalborgo e dirigersi verso Feglino e l'agriturismo "Ca di Alice" per la Strada Provinciale.